Protezione personale degli occhi - Specifiche

La norma UNI EN 166:2004 specifica i requisiti funzionali dei vari tipi di protettori individuali dell'occhio e contiene considerazioni generali come: designazione, classificazione, requisiti di base applicabili a tutti i protettori dell'occhio, particolari vari e requisiti facoltativi, marcatura, informazioni per gli utilizzatori.

I requisiti del fattore di trasmissione per i vari tipi di oculari ad effetto filtrante sono riportati in norme separate.
UNI EN ISO 4007:2019 Dispositivi di protezione individuale - Protezione degli occhi e del viso - Vocabolario
UNI EN 167:2003 Protezione personale degli occhi - Metodi di prova ottici
UNI EN 168:2003 Protezione personale degli occhi - Metodi di prova non ottici
UNI EN 169:2003 Protezione personale degli occhi - Filtri per la saldatura e tecniche connesse - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate
UNI EN 170:2003 Protezione personale degli occhi - Filtri ultravioletti - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate
UNI EN 171:2003 Protezione personale degli occhi - Filtri infrarossi - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate
UNI EN 172:2003 Protezione personale degli occhi - Filtri solari per uso industriale
UNI EN 175:1999 Protezione personale - Equipaggiamenti di protezione degli occhi e del viso durante la saldatura e i procedimenti connessi.
UNI EN 379:2009 Protezione personale degli occhi - Filtri automatici per saldatura

La norma:

  • si applica a tutti i tipi di protettori dell’occhio personali utilizzati contro pericoli di varia natura, come quelli che si verificano nell'industria, nei laboratori, negli edifici scolastici, nelle attività fai da te, ecc., che possono danneggiare l'occhio o compromettere la visione, ad eccezione delle radiazioni nucleari, dei raggi X, dei fasci laser e delle radiazioni infrarosse (IR) a bassa temperatura emesse da sorgenti a bassa temperatura;
  • non si applica:
    • ai protettori dell’occhio oggetto di norme separate e complete, come i protettori dell’occhio contro i raggi laser, gli occhiali da sole per uso generale, ecc., a meno che tali norme non facciano specifico riferimento alla presente norma;
    • gli oculari per saldatura e tecniche connesse, ma non all'attrezzatura di protezione degli occhi e del viso per saldatura e tecniche connesse, i cui requisiti sono contenuti nella EN 175:1999;
  • identifica:
    • le seguenti tipologie di rischio:
      • impatti di diversa gravità;
      • radiazioni ottiche;
      • metalli fusi e solidi caldi;
      • goccioline e spruzzi;
      • polvere;
      • gas;
      • arco elettrico da corto-circuito;
    • i seguenti tipi di protettore dell'occhio:
      • Occhiali con o senza protezione laterale;
      • Occhiali a visiera/maschere;
      • Schermi facciali: generalmente composti da: un’idonea fascia girotesta, una protezione frontale, un elmetto, un cappuccio di protezione o altro dispositivo di supporto adeguato;
    • in base al materiale utilizzato nella costruzione, i seguenti tipi di oculare:
      • minerali (vetro):
        • non temprati;
        • temprati (chimicamente, termicamente o mediante altro processo, per conferire una resistenza all'impatto maggiore);
      • organici (plastica);
      • laminati (costituiti da più strati uniti da un legante).

I protettori dell’occhio dotati di lenti soggette a prescrizione medica non sono esclusi dal campo di applicazione. Le tolleranze del potere rifrattivo e altre caratteristiche speciali dipendenti dal requisito di prescrizione sono specificate nella EN ISO 8980-1 e nella EN ISO 8980-2.

Tutti i tipi di oculari possono essere:

  • ulteriormente classificati
    • secondo i tipi di filtrazione (per esempio conformemente alle EN 169, EN 170, EN 171, EN 172 ed EN 379);
    • come oculari con effetto correttivo e oculari senza effetto correttivo;
  • dotati di rivestimenti sulla loro superficie che conferiscono caratteristiche supplementari. 

I dispositivi di protezione degli occhi devono soddisfare specifici requisiti:

  • di progettazione:
    • costruzione generale: assenza di sporgenze, bordi taglienti o altri difetti che possono provocare disagio o lesioni durante l'utilizzo;
    • materiali: le parti che sono in contatto con il portatore non devono essere costruite con materiali che notoriamente provocano irritazioni della pelle;
    • fasce girotesta: se utilizzate come mezzi principali di ritenzione, devono essere larghe almeno mm.10 su ogni punto che può venire a contatto con la testa del portatore; devono essere regolabili o autoregolabili;
  • di base (obbligatori):
    • campo visivo: la dimensione del campo visivo è definita unitamente alla testa di prova appropriata descritta nel punto 17 della EN 168:2001: i protettori dell’occhio devono comunque mostrare un campo visivo minimo definito dai due ellissi illustrati nella figura 1, quando posizionati e centrati a una distanza di 25 mm dalla superficie degli occhi della testa di prova appropriata, l'asse orizzontale deve essere parallelo ed a 0,7 mm al di sotto dell'altezza della linea che collega i centri dei due occhi; La lunghezza orizzontale delle ellissi deve essere di 22,0 mm, mentre la larghezza verticale delle ellissi deve essere di mm.20; la distanza da centro a centro delle due ellissi deve essere d = c + 6 mm (c = la distanza pupillare (mm.64 per la testa di prova media - mm.54 per la testa di prova piccola, se non diversamente specificato dal fabbricante); la prova deve essere eseguita in conformità al punto 18 della EN 168:2001;
    • requisiti ottici
      • Poteri rifrattivi sferico, astigmatico e prismatico: i poteri rifrattivi degli oculari devono essere misurati mediante i metodi di riferimento specificati nel punto 3 della EN 167:2001;
      • Fattore di trasmissione;
      • Diffusione della luce (luminanza);
      • Qualità del materiale (valutazione da eseguire in conformità al metodo specificato nel punto 5 della EN 167:2001): ad eccezione di un'area marginale di mm.5 di larghezza, gli oculari devono essere privi di difetti significativi che possano compromettere la visione durante l'utilizzo, come bolle, graffi, inclusioni, macchie opache, vaiolatura, segni causati dallo stampaggio, erosione, venature, buccia d’arancia, sfaldamento e ondulazione;
    • Robustezza;
    • Resistenza all'invecchiamento (test da non eseguire su oculari e schermi protettivi in vetro);
    • Resistenza alla corrosione: dopo essere state sottoposte alla prova di resistenza alla corrosione specificata nel punto 8 della EN 168:2001, tutte le parti metalliche del protettore dell’occhio devono presentare superfici lisce e prive di corrosione, se esaminate da un osservatore addestrato;
    • Resistenza all'accensione (test da eseguire in conformità al metodo specificato nel punto 7 della EN 168:2001): nessuna parte del protettore oculare deve prendere fuoco o rimanere incandescente dopo la rimozione della barra di acciaio;
  • particolari:
    • Protezione contro le radiazioni ottiche:
      • Filtri per saldatura: vedere EN 169;
      • Filtri per ultravioletti: vedere EN 170;
      • Filtri per infrarossi: vedere EN 171;
      • Filtri solari per uso industriale: vedere EN 172;
      • Filtri per saldatura con fattore di trasmissione luminosa commutabile: vedere EN 379;
    • Protezione contro le particelle ad alta velocità;
    • Protezione contro metalli fusi e solidi caldi;
    • Protezione contro goccioline e spruzzi di liquidi;
    • Protezione contro particelle di polvere di grandi dimensioni: i protettori dell’occhio destinati all’uso contro le particelle di polvere di grandi dimensioni devono essere sottoposti a prova in conformità al metodo specificato nel punto 13 della EN 168:2001; il risultato va considerato soddisfacente se la riflettanza dopo la prova non è minore dell'80% del suo valore prima della prova.
    • Protezione contro i gas e le particelle di polvere fini: i protettori dell’occhio destinati all’uso contro i gas e le particelle di polvere fini devono essere sottoposti a prova in conformità al metodo specificato nel punto 14 della EN 168:2001; vanno considerati soddisfacenti se non appare alcuna colorazione rosa o porpora nell'area coperta dal protettore dell’occhio. (non si deve tenere conto di tale eventuale colorazione fino ad una distanza di 6 mm all'interno dei bordi del protettore dell’occhio).
    • Protezione contro l’arco elettrico da corto-circuito;
    • Protezione laterale: i protettori dell’occhio destinati a fornire protezione laterale devono superare la valutazione della copertura della regione laterale descritta nel punto 19 della EN 168:2001.
  • facoltativi:
    • Gli oculari resistenti al danneggiamento di superficie causato da particelle fini devono avere un fattore di luminanza ridotto non maggiore di , secondo la prova specificata nel punto 15 della EN 168:2001 (N.B. questo procedimento non valuta la resistenza all'abrasione).
    • Gli oculari resistenti all'appannamento devono rimanere privi di appannamento per un minimo di 8 secondi quando sottoposti a prova in conformità al punto 16 della EN 168:2001.
    • Gli oculari dotati di riflettanza incrementata nell'infrarosso devono avere una riflettanza spettrale media maggiore del 60% compresa nell'intervallo di lunghezze d'onda
      da 780 nm a 2 000 nm, se misurata in conformità al punto 8 della EN 167:2001.
    • I protettori dell’occhio destinati a fornire protezione contro le particelle ad alta velocità a temperature estreme devono resistere all'impatto di una sfera di acciaio con diametro nominale di 6 mm, con massa minima di 0,86 gr., che colpisce gli oculari e la protezione laterale ad una delle velocità indicate per la protezione da impatto; gli impatti sono eseguiti dopo il condizionamento dei protettori dell’occhio alle temperature estreme di (55 ± 2) °C e (-5 ± 2) °C, utilizzando il metodo specificato nel punto 9 della EN 168:2001 (non deve essere possibile che la sfera colpisca il punto di impatto laterale senza colpire prima la protezione laterale).

Il riepilogo di quanto specificato fino a qui è riassunto nei prospetti seguenti:

In base a quanto sopra esposto, oculari e montature devono essere opportunamente marcati, in modo chiaro ed indelebile e completamente visibile quando il protettore dell’occhio completo è assemblato. Tali marcature non devono ostacolare il campo visivo minimo definito nel punto 7.1.1 della norma in esame. All'esterno di quest'area la marcatura non deve impedire la visione se indossata.

Il numero della presente norma deve essere applicato alle montature e agli alloggiamenti ma non agli oculari.
Se l'oculare e la montatura formano un'unica unità, la marcatura completa deve essere applicata alla montatura.

La marcatura degli oculari deve contenere le informazioni tecniche pertinenti presentate come segue:

 Inoltre, la marcatura dell'oculare può comprendere un simbolo atto ad agevolare il corretto montaggio degli oculari laminati.


Protezione contro l’arco elettrico da corto-circuito

I protettori dell’occhio per la protezione contro l’arco elettrico da corto-circuiti devono:

  • essere schermi facciali;
  • essere privi di parti metalliche esposte e tutti;
  • avere bordi esterni arrotondati, smussati o trattati in altro modo per eliminare il rischio di taglio;
  • avere uno spessore minimo di 1,4 mm e un numero di scala di 2-1,2 o 3-1,2.

Gli schermi facciali devono soddisfare i requisiti per la zona di copertura e devono avere una superficie visiva con una profondità della linea mediana verticale minima di 150 mm se montati nell'alloggiamento appropriato.

N.B.: La specifica di uno spessore minimo dell'oculare di 1,4 mm è stata ricavata da una serie di prove in Germania su una gamma di materiali, tra cui policarbonato, acetato di cellulosa e propionato di cellulosa. La distanza del materiale sottoposto a prova dall'arco elettrico era di 300 mm nominali e le condizioni dell'arco erano le seguenti:

  • Corrente = 12 kA max.;
  • Tensione = 380 V - 400 V;
  • Frequenza = 50 Hz nominali;
  • Durata = 1 secondo max.


Protezione contro goccioline e spruzzi di liquidi

I protettori dell’occhio destinati ad un uso contro le goccioline (occhiali a visiera/maschere) e gli spruzzi di liquidi (schermi facciali) devono essere sottoposti a prova in conformità ai metodi specificati nel punto 12 della EN 168:2001. I risultati devono essere considerati soddisfacenti se:

  1. non appare alcuna colorazione rosa o porpora nelle regioni dell’oculare definite dai due cerchi, durante la valutazione degli occhiali a visiera/maschere per la protezione contro le goccioline. (non si deve tenere conto di tale eventuale colorazione fino ad una distanza di 6 mm all'interno dei bordi del protettore dell’occhio);
  2. gli schermi facciali coprono il rettangolo della regione degli occhi della testa di prova appropriata come descritto nel punto 10.2.2.2 della EN 168:2001 e valutato in conformità al punto 10.2 della EN 168:2001.

Inoltre, gli schermi facciali di protezione contro gli spruzzi di liquidi devono essere dotati di una superficie visiva con una profondità della linea mediana verticale minima di 150 mm, se montati nell'alloggiamento appropriato.


Protezione contro metalli fusi e solidi caldi

I protettori dell’occhio destinati a fornire protezione contro i metalli fusi e i solidi caldi devono essere considerati soddisfacenti se:

  1. il protettore dell’occhio è costituito da un occhiale a visiera/maschera o da uno schermo facciale;
  2. la superficie visiva degli oculari per gli schermi facciali ha una profondità nella linea mediana verticale minima di 150 mm se montata nell'alloggiamento appropriato;
  3. gli schermi facciali coprono il rettangolo della regione degli occhi della testa di prova appropriata come valutato in conformità al punto 10.2 della EN 168:2001;
  4. il protettore dell’occhio soddisfa i requisiti per una delle tre categorie di energia indicate per la protezione contro l'impatto di particelle;
  5. se sottoposti a prova e valutati in conformità al punto 10.1 della EN 168:2001, impediscono l'aderenza del metallo fuso alla porzione del protettore dell’occhio che consente la protezione del rettangolo della regione degli occhi ABCD illustrata nella figura 11 della EN 168:2001;
  6. la penetrazione completa degli oculari per gli occhiali a visiera/maschere e tutti i tipi di montature, alloggiamenti, protezioni dell'arcata sopraccigliare, ecc. non avviene entro 7 secondi, se sottoposti a prova come descritto nel punto 11 della EN 168:2001;
  7. la penetrazione completa degli oculari per gli schermi facciali non avviene entro 5 secondi, se sottoposti a prova come descritto nel punto 11 della EN 168:2001.


Protezione contro le particelle ad alta velocità

I protettori dell’occhio destinati a fornire protezione contro le particelle ad alta velocità devono resistere all'impatto di una sfera di acciaio con diametro nominale di 6 mm, con massa minima di 0,86 g, che colpisce gli oculari e la protezione laterale ad una delle velocità indicate nel seguente prospetto: 

Tipo di protettore dell'occhio Velocità dell'impatto della sfera

Impatto a bassa energia (F)

Impatto a media energia (B)

Impatto ad alta energia (A)

Occhiali X Non applicabile Non applicabile
Occhiali a visiera /Maschere X X Non applicabile
Schermi facciali X X X

 e soddisfare i requisiti di robustezza incrementata.

La prova deve essere conforme al metodo specificato nel punto 9 della EN 168:2001. Non deve essere possibile che la sfera colpisca il punto di impatto laterale senza colpire prima la protezione laterale.

Durante la prova non devono verificarsi i seguenti difetti:

  1. frattura dell'oculare: un oculare deve essere considerato fratturato se si spacca per il suo intero spessore in due o più pezzi, oppure se più di 5 mg di materiale dell'oculare si staccano dalla superficie opposta a quella colpita dalla sfera, oppure se la sfera attraversa l'oculare;
  2. deformazione dell'oculare: un oculare deve essere considerato deformato se compare un segno sulla carta bianca sul lato opposto a quello colpito dalla sfera;
  3. frattura dell'alloggiamento dell'oculare o della montatura: un alloggiamento dell’oculare o una montatura devono essere considerati rotti se si separano in due o più pezzi, oppure se non sono più in grado di tenere un oculare in posizione, oppure se un oculare intatto si stacca dalla montatura o se la sfera attraversa l'alloggiamento o la montatura;
  4. rottura della protezione laterale: la protezione laterale deve essere considerata rotta se si frattura per il suo intero spessore in due o più pezzi separati, oppure se una o più particelle si staccano dalla superficie opposta al punto di impatto, oppure se consente il passaggio completo della sfera, o se si stacca parzialmente o completamente dal protettore dell’occhio, oppure se i suoi componenti si separano.


Resistenza all'invecchiamento

 Vanno valutate:

  • Stabilità a temperature elevate: i protettori dell’occhio montati non devono mostrare deformazione apparente se sottoposti a prova con il metodo specificato nel punto 5 della EN 168:2001.
  • Resistenza ai raggi ultravioletti: al termine della prova eseguita in conformità al metodo specificato nel punto 6 della EN 168:2001, gli oculari devono soddisfare i seguenti requisiti:
    1. La variazione relativa del fattore di trasmissione luminosa non deve essere maggiore dei valori specificati nell'apposito prospetto (se per i filtri per saldatura la variazione relativa del fattore di trasmissione luminosa è maggiore dei valori specificati, ma rimane compreso nell'intervallo specificato dal numero di graduazione, è eseguita una seconda irradiazione in conformità al punto 6 della EN 168:2001 sullo stesso campione; la variazione relativa del fattore di trasmissione luminosa dovuta alla seconda irradiazione non deve essere maggiore dei valori specificati e il valore effettivo del fattore di trasmissione luminosa deve rimanere compreso nell'intervallo specificato dal numero di graduazione..
    2. Il valore del fattore di luminanza ridotto non deve essere maggiore dei valori indicati nell'apposito prospetto.


Robustezza

Il requisito di robustezza minima è soddisfatto se l'oculare resiste all'applicazione di una forza di (100 ± 2) N con una sfera di acciaio di diametro nominale di mm.22, quando sottoposto a prova in conformità al punto 4 della EN 168:2001. Va valutato per gli schermi di copertura e gli oculari con effetto filtrante, a meno che non siano destinati a soddisfare i requisiti di robustezza incrementata o resistenza alle particelle ad alta velocità, per i quali devono essere soddisfatti requisiti più specifici.

Al termine delle prove, non devono verificarsi i seguenti difetti:

  1. frattura dell'oculare: un oculare deve essere considerato fratturato se si spacca per il suo intero spessore in due o più pezzi, oppure se più di mg.5 di materiale dell'oculare
    si staccano dalla superficie opposta a quella in contatto con la sfera, oppure se la sfera attraversa l'oculare;
  2. deformazione dell'oculare: un oculare deve essere considerato deformato se compare un segno sulla carta bianca sul lato opposto a quello sul quale è applicata la forza.

Oltre a quella minima, od in alternativa, può rendersi necessario determinare la robustezza incrementata, le modalità di esecuzione dei test variano a seconda che si tratti di:

  • oculari non montati;
  • protettori dell’occhio completi e montature.

Gli oculari devono resistere all'impatto di una sfera di acciaio con diametro nominale di mm.22, e massa minima di gr.43, che colpisce l'oculare a una velocità di circa 5,1 m/s, quando sottoposto a prova in conformità al punto 3.1 della EN 168:2001. Al termine della prova non devono verificarsi i seguenti difetti:

  1. frattura dell'oculare: un oculare deve essere considerato fratturato se si spacca per il suo intero spessore in due o più pezzi, oppure se più di mg.5 di materiale dell'oculare si staccano dalla superficie opposta a quella colpita dalla sfera, oppure se la sfera attraversa l'oculare;
  2. deformazione dell'oculare: un oculare si considera deformato se compare un segno sulla carta bianca sul lato opposto a quello colpito dalla sfera.

I protettori oculari completi, o le montature, devono resistere agli impatti laterali e frontali di una sfera di acciaio con diametro nominale di mm.22 e massa minima di gr.43 ad una velocità di circa 5,1 m/s.

La prova deve essere conforme al metodo specificato nel punto 3.2 della EN 168:2001. Se si dichiara che un occhiale è dotato di protezione laterale, non deve essere possibile
che la sfera colpisca i punti di impatto laterale senza colpire prima la protezione laterale. 

Nell'eseguire tali prove, non devono verificarsi i seguenti difetti:

  1. frattura dell'oculare: un oculare deve essere considerato fratturato se si spacca per il suo intero spessore in due o più pezzi, oppure se più di 5 mg di materiale dell'oculare
    si staccano dalla superficie opposta a quella colpita dalla sfera, oppure se la sfera attraversa l'oculare;
  2. deformazione dell'oculare: un oculare deve essere considerato deformato se compare un segno sulla carta bianca sul lato opposto a quello colpito dalla sfera;
  3. frattura dell'alloggiamento dell'oculare o della montatura: un alloggiamento dell’oculare o una montatura devono essere considerati rotti se si separano in due o più pezzi, oppure se non sono più in grado di tenere in posizione un oculare, oppure se un oculare intatto si stacca dalla montatura o se la sfera attraversa l'alloggiamento o la montatura;
  4. rottura della protezione laterale: la protezione laterale deve essere considerata rotta se si frattura per il suo intero spessore in due o più pezzi separati, oppure se una o più particelle si staccano dalla superficie opposta al punto di impatto, oppure se consente il passaggio completo della sfera, o se si stacca parzialmente o completamente dal protettore dell’occhio, oppure se i suoi componenti si separano.


Diffusione della luce

La diffusione della luce deve essere misurata in conformità ad uno dei metodi di riferimento specificati nel punto 4 della EN 167:2001.
Il valore massimo del fattore di luminanza ridotto deve essere:

per i filtri per saldatura;
per gli oculari utilizzati nei protettori dell’occhio contro le particelle ad alta velocità;
per tutti gli altri oculari.

 



Fattore di trasmissione

Gli oculari senza azione filtrante (destinati a proteggere gli occhi solo contro i pericoli di natura meccanica o chimica, inclusi gli schermi di copertura) devono avere un fattore di trasmissione luminosa maggiore del 74,4%, se misurata come indicato nel punto 6 della EN 167:2001 [sulla base della fonte A CIE (2 856 K)].

Il fattore di trasmissione degli oculari con azione filtrante deve soddisfare i requisiti indicati nelle norme specifiche riguardanti i vari tipi di oculari. 

Gli occhiali a visiera/maschere e gli schermi facciali che si ritengono in grado di offrire protezione contro le radiazioni ottiche devono fornire almeno lo stesso livello di protezione contro le radiazioni ottiche fornito da un filtro con numero di scala qualsiasi dichiarato utilizzabile con il protettore dell’occhio dal fabbricante o dal fornitore. Le prove devono essere effettuate in conformità al punto 6 della EN 167:2001.

Ad esclusione di quelli dichiarati privi di azione filtrante, per gli oculari va anche valutata la variazione del fattore di trasmissione:

  • per gli oculari senza effetto correttivo le variazioni del fattore di trasmissione luminosa devono essere misurate in conformità al punto 7 della EN 167:2001; Le variazioni relative del fattore di trasmissione luminosa intorno al(ai) centro(i) visivo(i) P1 (e P2) non devono essere maggiori dei valori del prospetto sotto riportato (dati espressi in %).
    Fattore di trasmissione luminosa Variazione relativa ammissibile
    minore di fino a
    100 17,8 ±5
    17,8 0,44 ±10
    0,44 0,023 ±15
    0,023 0,0012 ±20
    0,0012 0,000023 ±30

    La differenza relativa del fattore di trasmissione luminosa P3 tra l'occhio destro e l'occhio sinistro non deve essere maggiore dei valori indicati nel prospetto sopra riportato o del 20% secondo quale sia il valore maggiore.
  • tali requisiti vanno applicati anche agli oculari con effetto correttivo (soggetti a prescrizione), a condizione che le variazioni del fattore di trasmissione luminosa dovute a variazioni di spessore inerenti alla progettazione dell'oculare non siano prese in considerazione e che il fattore di trasmissione luminosa non devi in alcun punto di più di un fattore di 2,68 (un numero di graduazione) rispetto al suo valore nel centro visivo; il fattore di trasmissione IR e UV deve soddisfare i requisiti del numero di graduazione specificato in ciascun punto sull'oculare.


Poteri rifrattivi sferico, astigmatico e prismatico

I poteri rifrattivi degli oculari devono essere misurati mediante i metodi di riferimento specificati nel punto 3 della EN 167:2001. Questo punto si riferisce inoltre a un metodo facoltativo per un utilizzo in circostanze specifiche; i dettagli di questo metodo sono riportati nell'appendice A della EN 167:2001.

Oculari non montati che coprono un occhio

Le caratteristiche del potere rifrattivo degli oculari non montati che coprono un occhio devono essere misurate con il metodo specificato nel punto 3.1 della EN 167:2001 (oculari non correttivi) e con i metodi specificati nella EN ISO 8980-3 (oculari correttivi). Le tolleranze ammissibili per gli oculari senza effetto correttivo sono riportate nel seguente prospetto:

Tolleranze ammesse per i poteri rifrattivi di oculari non montati senza effetto correttivo che coprono un occhio

Classe ottica Potere rifrattivo sferico
(D1 + D2)/2
m-1
Potere rifrattivo astigmatico
⎟D1 - D2
m-1
Potere rifrattivo prismatico
cm/m
1 ±0,06 0,06 0,12
2 ±0,12 0,12 0,12
D1 e D2 sono i poteri rifrattivi dei due meridiani principali

Gli scostamenti ammessi per i poteri di vertice degli oculari con effetto correttivo sono specificati nella EN ISO 8980-1 e nella EN ISO 8980-2. Gli oculari conformi alla EN ISO 8980-1 ed alla EN ISO 8980-2 devono essere classificati come appartenenti alla classe 1. Per la classe 2, gli scostamenti delle rifrazioni di vertice possono essere 0,06 m-1 maggiori di quelli della classe 1.

Oculari montati e oculari non montati che coprono entrambi gli occhi

Le caratteristiche del potere rifrattivo degli oculari montati o non montati che coprono entrambi gli occhi devono essere misurate con il metodo specificato nel punto 3.2 della EN 167:2001 nel centro visivo dell'oculare. Le tolleranze ammesse per gli oculari senza effetto correttivo sono riportate nel prospetto qui sotto.

Tolleranze ammissibili per poteri rifrattivi degli oculari montati senza effetto correttivo e degli oculari non montati senza effetto correttivo che coprono entrambi gli occhi

Classe ottica

Potere rifrattivo sferico

 

(D1 + D2)/2
m-1

Potere rifrattivo astigmatico

⎟D1 - D2
m-1

Differenza del potere rifrattivo prismatico

cm/m

Orizzontale Verticale
Base esterna Base interna
1 ±0,06 0,06 0,75 0,25 0,25
2 ±0,12 0,12 1,00 0,25 0,25
3 +0,12
-0,25
0,25 1,00 0,25 0,25
D1 e D2 sono i poteri rifrattivi dei due meridiani principali. Per la classe ottica 3 gli assi dei meridiani principali devono essere paralleli entro ±10°.

Gli scostamenti che corrispondono alla classe 3 non devono essere ammessi.

I poteri rifrattivi degli schermi di copertura devono essere conformi alle tolleranze per la classe ottica 1 riportate nei prospetti su esposti.


Figura 1: definizione del campo visivo

 


Designazione dei filtri

Le caratteristiche del fattore di trasmissione di un filtro sono rappresentate da un numero di scala, composto da una combinazione di numero di codice e numero di graduazione del filtro, uniti da un trattino.
Per i filtri per saldatura il numero di scala comprende solo il numero di graduazione.
Il prospetto qui sotto riporta la designazione dei vari tipi di filtri.

Filtri per saldatura Filtri per ultravioletti Filtri per infrarosso Filtri solari
Nessun numero di codice Codice 2 Codice 3 Codice 4 Codice 5 Codice 6

1,2
1,4
1,7
2
2,5
3
4
4a
5
5a
6
6a
7
7a
8
9
10
11
12
13
14
15
16

2 - 1,2
2 - 1,4

 

3 - 1,2
3 - 1,4
3 - 1,7
3 - 2
3 - 2,5
3 - 3
3 - 4

3 - 5

4 - 1,2
4 - 1,4
4 - 1,7
4 - 2
4 - 2,5
4 - 3
4 - 4

4 - 5

4 - 6

4 - 7

4 - 8
4 - 9
4 - 10

5 - 1,1
5 - 1,4
5 - 1,7
5 - 2
5 - 2,5
5 - 3,1
5 - 4,1

 

6 - 1,1
6 - 1,4
6 - 1,7
6 - 2
6 - 2,5
6 - 3,1
6 - 4,1

Legenda dei numeri di codice:
2 Filtro per ultravioletti, il riconoscimento del colore può risultare influenzato;
3 Filtro per ultravioletti, buon riconoscimento del colore;
4 Filtro per infrarossi;
5 Filtro solare senza specifica per infrarossi;
6 Filtro solare con specifica per infrarossi.

 


Centro Visivo: Punto dell'oculare corrispondente all'intersezione dei piani orizzontale e verticale attraverso la pupilla della testa di prova appropriata specificata nel punto 17 della EN 168:2001, quando il protettore dell’occhio è installato su di essa in conformità alle istruzioni del fabbricante.