Indumenti di protezione contro agenti chimici

Gli indumenti di protezione chimica non devono permettere in alcun modo la penetrazione o la permeazione di prodotti chimici pericolosi. 

Le principali norme di riferimento sono:

EN 13034:2005 + A1:2009 Indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi - Requisiti prestazionali per indumenti di protezione chimica che offrono una protezione limitata contro agenti chimici liquidi (equipaggiamento tipo 6 e tipo PB [6]);
EN ISO 13982-1:2004 + A1:2009 Indumenti di protezione per l utilizzo contro particelle solide - Parte 1: Requisiti prestazionali per indumenti di protezione contro prodotti chimici che offrono protezione all'intero corpo contro particelle solide disperse nell'aria (indumenti tipo 5)
EN 14605:2005 + A1:2009 Indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi - Requisiti prestazionali per indumenti con collegamenti a tenuta di liquido (Tipo 3) o a tenuta di spruzzi (Tipo 4), inclusi gli articoli che proteggono solamente parti del corpo (Tipi PB [3] e PB [4])
EN 14126:2004 Requisiti prestazionali e metodi di prova per gli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi

 


La norma EN 13034:2005 come integrata nel 2009 (A1:2009) stabilisce i requisiti per gli indumenti destinati ad offrire una protezione limitata contro quantità ridotte e schizzi di sostanze chimiche liquide (accessori di tipo 6 e di tipo PB [6]). L’abbigliamento di sicurezza con questa certificazione è adatto all’uso in ambienti in cui esiste il rischio di esposizione a schizzi di sostanze chimiche in quantità ridotte, nei quali non è tuttavia richiesta una protezione integrale per il corpo. Gli indumenti da lavoro certificati secondo la norma EN 13034 sono ideali in ambienti dove esiste il rischio di esposizione a piccole quantità di sostanze chimiche. Nel caso in cui gli indumenti di protezione indossati siano stati esposti a sostanze chimiche, rimuoverli immediatamente dal corpo.

La norma riguarda sia tute di protezione chimica (Tipo 6) che del corpo parziale (Tipo PB [6]).

Le Tute di Tipo 6 vengono testate utilizzando un mix di spray e liquido. L’acqua viene dosata con un detergente delicato, per produrre una tensione superficiale specifica, ed un colorante per facilitare la valutazione di perdita. Il soggetto di prova indossa una tuta assorbente sotto quella da testare, che assorbe eventuali perdite ed è macchiata dal colorante. Il successo o il fallimento è determinato misurando l’area totale di eventuali macchie su tre tute e confrontandola con il requisito. Possono verificarsi anche perdite tra le chiusure dei materiali ma anche attraverso i materiali stessi.Vengono anche illustrate altre prove, tra cui:

  • Resistenza all'abrasione;
  • Resistenza alla lacerazione;
  • Resistenza alla trazione;
  • Resistenza alla perforazione;
  • Resistenza di accensione;
  • Resistenza alla penetrazione di sostanze chimiche;
  • Resistenza delle cuciture.

La norma EN 13982-1:2004, come integrata ne 2009 (A1:2009) specifica i requisiti minimi per indumenti di protezione contro prodotti chimici resistenti alla penetrazione di particelle solide disperse nell'aria (tipo 5). Questi capi di abbigliamento sono indumenti di protezione per l'intero corpo, per esempio tronco, braccia e gambe, come le tute intere o in due pezzi, con o senza cappuccio o schermi visivi, con o senza protezione del piede.

Gli indumenti di tipo 5 vengono testati facendo indossare i capi a soggetti di prova che, in una cabina chiusa al cui interno si genera un aerosol secco di particelle di cloruro di sodio con diametro medio di 0,6 μm, eseguono una serie di esercizi (Km.5 di camminata, accovacciamenti continui e stazionamento in piedi). Al termine della sessione vengono valutati:

  • resistenza all’abrasione
  • resistenza alla flessione 
  • resistenza alla lacerazione 
  • resistenza alla perforazione 
  • resistenza delle cuciture.

La norma EN 14605:2009 specifica i requisiti minimi per i seguenti tipi di indumenti di protezione contro agenti chimici di uso limitato e riutilizzabili:

Indumenti di protezione per il corpo intero con collegamenti a tenuta di liquido tra diverse parti dell’indumento (Tipo 3: indumento a tenuta di liquido) e, se applicabile, con collegamenti a tenuta di
liquido con parti componenti quali cappucci, guanti, stivali, visiere o dispositivi di protezione delle vie respiratorie che possono essere specificati in altre norme europee;
Indumenti di protezione per il corpo intero con collegamenti a tenuta di spruzzi tra diverse parti dell’indumento (Tipo 4: indumento a tenuta di spruzzi) e, se applicabile, con collegamenti a tenuta di spruzzi con parti componenti quali cappucci, guanti, stivali, visiere o dispositivi di protezione delle vie respiratorie che possono essere specificati in altre norme europee; - capi di abbigliamento con protezione parziale del corpo che offrono protezione a specifiche parti del corpo contro la permeazione degli agenti chimici liquidi.

I materiali degli indumenti di protezione chimica:

  • non devono causare irritazione cutanea od avere effetti nocivi noti per la salute (vedere anche la EN 340:2003);
  • devono essere il più possibile leggeri e flessibili al fine di garantire la confortevolezza del portatore nonché fornire una protezione efficace,

e devono possedere i seguenti requisiti prestazionali:

  • Resistenza all'abrasione
  • Resistenza all'incrinatura per flessione
  • Resistenza all'incrinatura per flessione a -30 °C
  • Resistenza alla lacerazione
  • Resistenza a trazione
  • Resistenza alla perforazione
  • Resistenza alla permeazione di liquidi

Cuciture, giunzioni ed assemblaggi devono essere sottoposti a prova e classificati secondo i requisiti del seguente prospetto

Requisito prestazionale Riferimento
Resistenza alla permeazione di liquidi EN 14325:2004, 4.11
Resistenza alla penetrazione di liquidi EN ISO 17491-3 o
EN ISO 17491-4
Resistenza della cucitura EN 14325:2004, 5.5
  • Cuciture, giunzioni ed assemblaggi degli indumenti di Tipo PB [3] devono essere sottoposti alla prova al getto (EN ISO 17491-3).
  • La resistenza alla permeazione va determinata solo per le cuciture che sono esposte durante l'uso. Per gli articoli di protezione parziale del corpo, devono essere considerate solo le cuciture pertinenti alla fabbricazione e si deve ottenere un livello prestazionale di almeno 1.
  • La prova di resistenza alla penetrazione va effettuata per le tute intere, secondo le norme:
    • EN ISO 17491-3 (prova al getto) per gli indumenti di Tipo 3
    • EN ISO 17491-4 (prova di spruzzi ad alto livello) per gli indumenti di Tipo 4.

Oltre a soddisfare i requisiti di base della EN 340, gli indumenti di protezione chimica devono essere realizzati in modo che il portatore abbia libertà di movimento e sia il più comodo possibile, conformemente alla protezione consentita dal capo di abbigliamento, come verificabile tramite la prova dei "sette movimenti".

Se una visiera costituisce parte integrante della tuta, separata dal dispositivo di protezione per le vie respiratorie unita alla tuta, tale visiera deve possedere i seguenti requisiti:

Resistenza meccanica La visiera non deve essere visibilmente danneggiata in modo tale da poter incidere sulle prestazioni del dispositivo completo, quando sottoposto a prova in conformità al punto 7.5 della EN 12941:1998. La prova deve essere seguita da una prova di spruzzo (EN ISO 17491-4), o al getto (EN ISO 17491-3), come appropriato.
Campo visivo Durante l'esecuzione dei sette movimenti prima di iniziare la prova di spruzzo o al getto, come appropriato, il campo visivo deve essere ritenuto soddisfacente dal(i) soggetto(i) di prova.
Distorsione della visione Il(i) soggetto(i) di prova deve(devono) essere in grado di leggere un cartello con lettere di 100 mm di altezza e di larghezza proporzionale da una distanza di 6 m.

L'indumento di protezione chimica deve essere marcato almeno con le seguenti informazioni

  1. il nome, il marchio commerciale o altri mezzi di identificazione del fabbricante;
  2.  il tipo di indumento di protezione chimica, ovvero:
    1. indumento di protezione per il corpo intero di Tipo 3 o Tipo 4,
    2. Indumento di protezione parziale del corpo di Tipo PB [3] o PB [4];
  3. il numero e la data di pubblicazione del documento;
  4. l'anno di fabbricazione e anche il mese di fabbricazione qualora la durata di vita a magazzino prevista dell'indumento sia minore di 24 mesi. (tale informazione può essere marcata su ogni unità di imballaggio commerciale o su ciascun indumento)
  5. il riferimento del tipo del fabbricante, il numero di identificazione o il numero di modello;
  6. la gamma di taglie come definita nella EN 340;
  7. un pittogramma che mostri che l'indumento è destinato alla protezione contro gli agenti chimici (ISO 7000, vedere la EN 340) e un pittogramma che inviti a leggere le istruzioni per l'uso e tutte le altre informazioni fornite dal fabbricante (ISO 7000, vedere EN 340);
  8. per gli indumenti riutilizzabili: i pittogrammi per la cura dell'indumento in conformità alla EN ISO 3758; per gli indumenti di uso limitato, la seguente avvertenza: "Non riutilizzare".

La marcatura deve essere chiaramente visibile e durevole in funzione della durata di vita dell'indumento.

La nota informativa deve contenere le seguenti informazioni:

  • il nome o marchio o altri mezzi di identificazione del fabbricante e/o del suo rappresentante autorizzato nell'Unione Europea o nel paese in cui il prodotto è collocato sul mercato;
  •  il numero di riferimento del presente documento e l'identificazione come indumento di protezione chimica per il corpo intero "Tipo 3" o "Tipo 4" di uso limitato o riutilizzabile o come indumento di protezione parziale del corpo di Tipo PB [3] o PB [4];
  • se applicabile, una dichiarazione di specifica degli ulteriori dispositivi di protezione individuale con i quali deve essere indossata la tuta e come fissarli o collegarli ad essa per ottenere la classificazione prestazionale dichiarata. Tale dichiarazione deve essere sufficientemente precisa da consentire all'utilizzatore di selezionare l'attrezzatura adeguata, per esempio un modello di cappuccio YY o equivalente, o la protezione delle vie respiratorie inclusa una maschera intera, ecc.;
  • il riferimento del tipo del fabbricante, il numero di identificazione o il numero di modello;
  • la gamma di taglie (come definita nella EN 340);
  • un elenco di agenti chimici e di prodotti chimici (compresi i nomi e le concentrazioni approssimate dei componenti) rispetto ai quali sono stati sottoposti a prova gli indumenti di protezione e i livelli di prestazioni ottenuti nelle prove di permeazione e/o penetrazioneIn via di principio, l'uso dell'indumento deve essere limitato agli agenti chimici elencati, ma qualora tale elenco rappresenti solo una selezione delle informazioni disponibili, ciò deve essere chiaramente indicato e deve essere menzionato dove sia possibile ottenere ulteriori riferimenti, per esempio un opuscolo separato, il numero di telefono o di fax del fabbricante, un sito Web su Internet, ecc.;
  • tutti gli altri livelli prestazionali delle prove, preferibilmente un prospetto, spiegazioni del significato di tali livelli prestazionali;
  • i pittogrammi per la cura dell'indumento in conformità alla EN ISO 3758, la spiegazione di tale pittogrammi e tutte le altre informazioni aggiuntive pertinenti sulla pulitura e la disinfezione, per esempio:
    • le procedure di pulitura,
    • gli agenti disinfettanti da utilizzare,
    • il numero massimo di cicli di pulitura,
    • la riapplicazione di trattamenti,
    • ecc. (vedere anche la EN 340:2003, punto 5.4);
  • la durata di vita a magazzino prevista per il capo di abbigliamento se soggetto ad invecchiamento;
  • le informazioni necessarie per persone addestrate su:
    • applicazione, limitazioni d'uso (gamme di temperature, ecc.),
    • prove che il portatore deve effettuare prima dell'utilizzo (se richiesto),
    • come indossare l'indumento,
    • uso,
    • rimozione,
    • manutenzione e procedure di pulitura (comprese le linee guida per la
    • decontaminazione e la disinfezione),
    • immagazzinamento,
    • se applicabile, smaltimento (gli indumenti di protezione chimica contaminati possono essere dannosi e dovrebbero essere smaltiti come rifiuti pericolosi, in conformità ai regolamenti nazionali),
    • particolare attenzione ai potenziali problemi che potrebbero essere causati dal deterioramento dei trattamenti speciali e il modo corretto di rigenerazione di tali trattamenti;
  • una dichiarazione che indossare gli indumenti di protezione chimica può causare stress termico da calore e, se applicabile, informazioni sui parametri correlati al comfort, per esempio il valore Ret in conformità alla EN 31092;
  • se applicabile, l’avvertenza "Materiale infiammabile. Tenere lontano dal fuoco".

La norma EN 14126:2004 specifica i requisiti e i metodi di prova per gli indumenti di protezione riutilizzabili e di uso limitato che forniscono protezione contro gli agenti infettivi.

Gli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi hanno due funzioni principali:

  • impedire agli agenti infettivi di raggiungere la cute (eventualmente lesa);
  • impedire il diffondersi degli agenti infettivi ad altre persone e altre situazioni, per esempio mangiando o bevendo, quando la persona si è tolta gli indumenti di protezione.

In molte situazioni lavorative, per esempio laboratori di microbiologia, produzione biotecnologica, ecc. gli agenti infettivi possono essere contenuti e il rischio di esposizione è limitato al verificarsi di un incidente. In tali situazioni gli agenti, ai quali il lavoratore può essere esposto, sono generalmente ben noti. In altri tipi di lavoro, gli organismi non possono essere contenuti, esponendo il lavoratore continuamente al rischio di infezione da parte di agenti biologici. Ciò si verifica, per esempio, nei lavori fognari, nel trattamento dei rifiuti, nella cura degli animali infettati da agenti zoonotici, pulizia d’emergenza, trattamento dei rifiuti ospedalieri a rischio, ecc. In tali situazioni, gli agenti ai quali sono esposti i lavoratori possono non essere noti, sebbene possano essere valutati i possibili rischi.

I microrganismi sono un gruppo molto eterogeneo di organismi per quanto riguarda dimensione, forma, condizioni di vita, dose infettiva, capacità di sopravvivenza e molti altri parametri. La loro dimensione da sola può variare da 30 nm (poliovirus), a dimensioni comprese tra 5 μm e 10 μm (batteri) e persino maggiori (la maggior parte dei miceti). Una classificazione della pericolosità dei microrganismi è reperibile nella Direttiva europea 2000/54/CEE (relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti biologici durante il lavoro). A causa dell’eterogeneità dei microrganismi, non è possibile definire criteri prestazionali sulla base dei gruppi di rischio, nè sul tipo di microrganismo stesso. Inoltre, può non essere possibile definire con esattezza gli organismi ai quali è esposto il lavoratore. Pertanto, i metodi di prova si incentrano sul terreno di coltura contenente il microrganismo, come un liquido, un aerosol o una particella di polvere solida. Un’analisi dei rischi dovrebbe determinare quali di tali rischi sono presenti in una determinata situazione.

La norma non tratta gli indumenti indossati dalle equipe chirurgiche o i teli operatori stesi sui pazienti per impedire la contaminazione incrociata durante gli interventi chirurgici.

Requisiti dei materiali:

Manutenzione:
  • Se le istruzioni di manuntenzione
    • indicano che l’indumento può essere pulito e ritrattato almeno cinque volte, i materiali dell’indumento di protezione devono essere sottoposti a cinque cicli di pulitura e ritrattamento in conformità alle istruzioni per la manutenzione del fabbricante prima delle prove.
    • specificano un numero minore di cicli di pulitura/ritrattamento, i materiali devono essere sottoposti al numero di cicli di pulitura/ritrattamento indicato.
  • Se non diversamente specificato nel procedimento di prova corrispondente, i campioni devono essere condizionati prima delle prove per almeno 24 h in un'atmosfera con temperatura di (20 ± 2) °C e umidità relativa di (65 ± 5)%. Le prove devono essere eseguite nella stessa atmosfera oppure entro 5 min dal ritiro del campione dall’atmosfera di condizionamento.
Requisiti meccanici e di infiammabilità I materiali devono essere sottoposti a prova e classificati in conformità ai metodi di prova e al sistema di classificazione delle prestazioni specificato nei punti pertinenti del prEN 14325.
Requisiti chimici Se è richiesta la protezione contro gli agenti chimici, i materiali devono essere sottoposti a prova e classificati in conformità ai metodi di prova e al sistema di classificazione delle prestazioni specificato nei punti pertinenti del prEN 14325.
Requisiti prestazionali

Il livello di resistenza alla penetrazione di liquidi contaminati sotto pressione idrostatica è determinato con la Prova del Batteriofago (ISO/FDIS 16604). In base alla pressione idrostatica necessaria a permettere la penetrazione del liquido, il materiale viene classificato come segue:

Classe Pressione idrostatica alla quale il
materiale supera la prova
6 20 kPa
5 14 kPa
4 7 kPa
3 3,5 kPa
2 1,75 kPa
1 il materiale è esposto solo alla
pressione idrostatica del liquido nella cella di prova

La capacità di resistenza alla penetrazione per contatto meccanico è stabilita in base al tempo (espresso in minuti) necessario al liquido contaminato per penetrare il campione. La classificazione che ne deriva è:

Classe Tempo di passaggio (t)
6 t>75
5 60<t≤75
4 45<t≤60
3 30<t≤45
2 15<t≤30
1 t≤15

In base ai risultati ottenuti nella prova di resistenza alla penetrazione di aerosol liquidi contaminati i materiali vengono classificati come segue:

Classe Rapporto di penetrazione (log)
3 Log>5
2 3<Log≤5
1 1<Log≤3

La normativa di riferimento per la prova di resistenza alla penetrazione di particelle solide contaminate è la ISO/DIS 22612, in base ai risultati ottenuti, i materiali vengono classificati così:

Classe Rapporto di penetrazione (Log ufc)
3 Log ufc≤1
2 1<Log ufc≤2
1 2<Log ufc≤3

 dove Log ufc è la dimensione delle particelle solide che sono riuscite a penetrare il materiale.

 Requisiti delle cuciture

Cuciture, giunzioni ed assemblaggi degli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi devono soddisfare i requisiti specificati nei punti pertinenti del prEN 14325. La resistenza delle cuciture deve essere classificata in conformità a 5.5 del prEN 14325:2001.

Requisiti delle tute complete.

Gli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi, devono soddisfare i requisiti pertinenti della EN 340 e quelli della tuta completa specificati nella norma pertinente per gli indumenti di protezione chimica (vedi tabella sotto).
I materiali e la progettazione utilizzata non devono causare irritazione cutanea o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute.
La tuta dovrebbe essere il più possibile leggera e flessibile al fine di garantire la confortevolezza del portatore, non impedire i movimenti e fornire allo stesso tempo una protezione efficace.

Tipi di indumenti di protezione contro gli agenti infettivi

Tipo di indumento Norma pertinente
1a,1b,1c, 2 EN 943-1 (EN 943-2 per tute per squadre di emergenza)
3 EN 466
4 EN 465
5 prEN ISO 13982-1
6 prEN 13034
Protezione parziale del corpo EN 467

Marcatura

L’indumento deve essere marcato in conformità ai requisiti applicabili della norma pertinente per gli indumenti di protezione chimica.
La marcatura degli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi deve contenere le seguenti informazioni aggiuntive:

  1. il numero della presente norma europea;
  2. il tipo di indumento di protezione, come specificato nel prospetto sopra riportato, con il suffisso "-B", per esempio, tipo 3-B;
  3. il pittogramma "protezione contro il pericolo biologico".

La nota informativa deve essere redatta in modo chiaro e non ambiguo e comprensibile da una persona addestrata.

Le informazioni per l’utilizzatore degli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi devono contenere tutte le informazioni richieste dalla EN 340 e dalla norma pertinente per tale tipo specifico di indumento di protezione chimica. Oltre a:

  1. il numero della presente norma europea;
  2. la designazione del tipo, per esempio, tipo 3-B;
  3. gli agenti biologici contro i quali è stato sottoposto a prova l’indumento di protezione. (Tali informazioni devono essere espresse come livelli prestazionali per i tipi pertinenti di agenti biologici);
  4. tutte le altre informazioni pertinenti sui livelli prestazionali, preferibilmente in forma di prospetto;
  5. le informazioni necessarie per persone addestrate su:
    • applicazione, limiti d'uso (campi di temperatura, ecc.);
    • se pertinente, i controlli che il portatore deve effettuare prima dell’utilizzo;
    • taglia e regolazioni e tutti gli accessori necessari a fornire il livello di protezione richiesto;
    • uso;
    • manutenzione, pulitura e disinfezione;
    • immagazzinamento;
    • se pertinente, un’avvertenza sui probabili problemi che si possono incontrare;
    • se pertinente, illustrazioni, numeri di parte e marcatura delle parti di ricambio, ecc.;
    • smaltimento dopo l’uso.

Penetrazione: movimento di una sostanza chimica o di un microrganismo attraverso materiale poroso, cuciture buchi o altre imperfezioni del guanto ad un livello non molecolare.
Permeazione: processo secondo il quale la sostanza chimica si muove attraverso il materiale del guanto di protezione a un livello molecolare (coinvolge le fasi di assorbimento, diffusione ed espulsione). Il relativo indice di permeazione misura il passaggio della sostanza chimica nel corso del tempo attraverso il materiale del guanto.
Agenti infettivi Microrganismi, inclusi quelli geneticamente modificati, colture cellulari ed endoparassiti umani, che possono essere in grado di provocare qualsiasi infezione, allergia o tossicità.
Indumenti di protezione contro gli agenti biologici Completo combinato di capi di abbigliamento, destinato a garantire la protezione della cute contro l’esposizione o il contatto con gli agenti infettivi.
Materiale degli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi Qualsiasi materiale o combinazione di materiali utilizzati in un articolo di indumenti di protezione al fine di isolare parti del corpo dal contatto diretto con un agente infettivo.
Tuta di protezione contro gli agenti infettivi Tuta che protegge contro gli agenti infettivi che possono essere pericolosi per la salute. Una tuta può avere diversi tipi di protezione aggiuntiva come un cappuccio o un casco, stivali e guanti.

Prova dei sette movimenti:

L'indumento va fatto indossare ad un soggetto umano (se il'indumento è disponibile in più taglie, deve essere chiesto al soggetto di prova di scegliere la taglia idonea secondo le istruzioni del fabbricante). 

Il test deve comprendere tre ripetizioni, a velocità moderata, della sequenza di "sette movimenti" descritta di seguito.
A partire in ogni caso da una posizione eretta, eseguire la seguente sequenza di movimenti:

Movimento 1 inginocchiarsi su entrambe le ginocchia, piegarsi in avanti e appoggiare entrambe le mani sul pavimento, (45 ± 5) cm davanti alle ginocchia; procedere in avanti e all'indietro su mani e ginocchia per una distanza di tre metri in ciascuna direzione;
Movimento 2 salire almeno quattro gradini di una scala verticale, con pioli aventi una distanza pari a quella di una scala di riferimento;
Movimento 3 mettere le mani a livello del petto, con i palmi verso l'esterno, sollevarle sopra la testa, incrociare i pollici e stendere completamente le braccia;
Movimento 4 inginocchiarsi sul ginocchio destro, portare il piede sinistro sul pavimento con il ginocchio sinistro piegato (90 ± 10)°; toccare con il pollice della mano destra l'alluce del piede sinistro. Ripetere il movimento con postura alternata, ovvero piegandosi sul ginocchio sinistro e portando il piede destro sul pavimento con il ginocchio piegato a 90°;
Movimento 5 stendere completamente le braccia davanti al corpo, incrociare insieme i pollici, girare la parte superiore del corpo di (90 ± 10)° verso sinistra e verso destra;
Movimento 6 tenersi in posizione eretta, con i piedi allargati, le braccia lungo i fianchi, quindi sollevare le braccia finché non sono parallele al pavimento davanti al corpo, poi piegarsi accosciandosi con il movimento più ampio possibile;
Movimento 7 inginocchiarsi come nel movimento 4 con il braccio sinistro che pende libero lungo il fianco, quindi sollevare completamente il braccio destro sopra la testa. Ripetere il movimento con un'altra postura alternando le braccia.

Se il soggetto di prova non è in grado di eseguire uno o più movimenti in quanto ostacolato dalla tuta o se i movimenti causano un danno sostanziale alla tuta, la prova è da ritenersi non superata da parte della tuta.